Il Commissario Consob Carlo Comporti ha tenuto l’intervento introduttivo alla Presentazione della Relazione annuale dell’OCF (Organismo di vigilanza dei consulenti finanziari) il 7 luglio 2026. La versione integrale è scaricabile al seguente link: https://www.consob.it/documents/d/asset-library-1912910/intervento-comporti-relazione-ocf-7-luglio-2026 .
I contenuti esposti nell’intervento assumono un’importanza ancor più rilevante il 22 luglio, giorno in cui il Consiglio Europeo lo ha proposto come candidato alla Presidenza dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA). Questo avviene in un contesto in cui il potere di controllo e supervisione dei mercati finanziari si sta ulteriormente spostando dalle autorità dei paesi membri all’ESMA, con l’intento di realizzare un mercato unico europeo competitivo.
Dal suo intervento estraiamo alcuni passaggi che dimostrano come il candidato possieda una visione realistica sui problemi da affrontare per un’efficace implementazione del mercato finanziario unico, già prima che il Consiglio Europeo lo proponesse per la Presidenza dell’ESMA
- È in tale rapporto (quello che intercorre tra consulente finanziario e risparmiatore n.d.r.) che trova concreta attuazione il principio che la Costituzione, all’articolo 47, eleva a impegno della Repubblica: la tutela del risparmio in tutte le sue forme. E la fiducia sulla quale quella tutela si fonda è un bene pubblico prezioso e fragile, la cui costruzione richiede tempo e la cui perdita può essere repentina.
- La sfida consiste nel passare da una tutela di carattere formale ad una tutela sostanziale, commisurata a ciò che il cliente effettivamente comprende e al risultato che ne consegue.
- Semplificare non equivale a deregolamentare: significa restituire alla protezione la sua ragion d’essere.
- È qui che i diversi fronti si saldano (tutele dei diritti e sostegno alle esigenze di: risparmiatori, emittenti, intermediari e sistema paese n.d.r.): soltanto un investitore tutelato nella sostanza — consapevole, fiducioso, non esposto al timore di essere ingannato — è disposto a superare la mera detenzione di liquidità e ad assumere il rischio di un impiego produttivo e redditizio del proprio risparmio.
Il 23 luglio 2026, Milano Finanza ha pubblicato un articolo dal titolo «Chi è Carlo Comporti, l’italiano che guiderà la Consob europea» in cui comunica la sua candidatura, descrive il suo curriculum e riporta alcuni commenti politici.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha rilasciato a Milano Finanza la seguente dichiarazione: – «Auguri e complimenti a Carlo Comporti per la nomina alla guida dell’Esma. Anche se il processo non è ancora concluso, il voto decisivo di oggi è un riconoscimento alla persona e all’Italia. L’Esma infatti ricopre un ruolo strategico e in futuro è destinata a svilupparsi come Consob europea» -. Ha inoltre aggiunto: – «Sono soddisfatto per il risultato di oggi, frutto del metodo di lavoro che adottiamo dall’inizio di questa legislatura e conferma della ritrovata credibilità in Europa del nostro Paese e del governo».
La dichiarazione del responsabile Economia e Finanze del Pd Antonio Misiani è stata: – la nomina di Carlo Comporti come candidato alla presidenza dell’Esma è il riconoscimento di una competenza italiana di altissimo livello, «con un profilo unisce conoscenza dei mercati, esperienza europea e autorevolezza internazionale. Mi auguro un sostegno ampio e trasversale: la guida di un’Autorità così strategica per l’integrazione dei mercati dei capitali è un interesse comune, che va oltre gli schieramenti» –.
Il Senatore di Forza Italia Pierantonio Zanettin, che ricopre l’incarico di Presidente della Commissione banche, ha espresso il proprio convinto apprezzamento: «è un risultato che premia la competenza, la credibilità e l’autorevolezza di un professionista italiano chiamato a ricoprire un incarico di assoluto rilievo», poi aggiunge l’auspicio che: il Parlamento europeo confermi rapidamente questa scelta –.
Concordiamo pienamente con le affermazioni di Misiani e Zanettin, anche se avremmo apprezzato una loro posizione più decisa contro la cancellazione dei diritti dei risparmiatori, in atto dal 2011.
Per quanto riguarda la frase conclusiva del Ministro Giorgetti, sono necessarie alcune precisazioni. Queste dovrebbero dimostrare come nell’introduzione delle modifiche al sistema finanziario nazionale non sia stata mai considerata la necessità di recuperare la fiducia degli investitori, evidenziata nell’intervento di Carlo Comporti. Di conseguenza, l’affermazione conclusiva può essere percepita come un tentativo di «salire sul carro del vincitore».
A titolo di esempio, possiamo confrontare la citazione esposta da Comporti sulla necessità di passare da una tutela formale a una sostanziale con quanto emerge dalla lettura di due articoli contenuti nella Legge Capitali del 05/03/2024 n. 21:
Art. 11: Svolgimento delle assemblee delle società per azioni quotate. Si specifica che lo statuto può prevedere che l’intervento in assemblea e l’esercizio del diritto di voto avvengano esclusivamente tramite il rappresentante designato dalla società. Nelle note all’Art. 11 si fa riferimento, per altre quattro volte, a quanto definito nello statuto.
Art. 13: Disposizioni in materia di voto plurimo. Si legge: «All’articolo 2351, quarto comma, ultimo periodo, del codice civile, la parola: “tre” è sostituita dalla seguente: “dieci”». Con la modifica si concede agli emittenti la facoltà di attribuire un moltiplicatore alle azioni con diritto di voto plurimo pari a dieci. Anche in questo caso, nelle note all’Art. 13 si fa riferimento alle discrezionalità definibili per statuto per quattro volte.
In entrambi gli articoli, come in altre occasioni, viene illustrata la discrezionalità degli emittenti di modificare i propri diritti, a patto che la loro definizione venga descritta nello statuto. Nella sostanza, questo allunga ulteriormente i tempi necessari agli investitori retail per prendere decisioni consapevoli. Infatti, per accumulare risparmi, la maggior parte degli investitori lavora, e chi conferisce discrezionalità statutaria agli emittenti sa bene che chi lavora non ha il tempo di leggere gli statuti prima di prendere decisioni: di fatto, l’investitore retail è costretto a fare scelte d’investimento inconsapevoli oppure a dipendere da intermediari, subendo maggiori costi e rischi derivanti da potenziali conflitti d’interesse nei consigli ricevuti.
Sulla questione del voto plurimo e sulla trasparenza delle dichiarazioni politiche, è utile ampliare le osservazioni e evidenziare altri dettagli. Dopo l’approvazione della Legge Capitali, molti hanno criticato l’aumento da tre a dieci volte la possibilità di voto plurimo. Noi stessi avevamo pubblicato, il 16 ottobre 2025, un articolo dal titolo “Analisi del voto maggiorato”, documentando come un emittente astuto possa ridurre la propria quota di possesso fino al 17%, continuando a mantenere il controllo sull’assemblea straordinaria. Il nostro articolo è scaricabile online al link:https://vocedegliazionisti.it/suggerimenti-utili-ai-risparmiatori/ .
Il 30 marzo 2026 Milano Finanza ha pubblicato l’articolo – Giulio Centemero: col nuovo Tuf meno delisting di comodo e fughe all’estero, ecco perché – in cui si riporta una dichiarazione del politico intervistato. – Sul fronte della governance, riprende Centemerno, «la sterilizzazione dei voti maggiorati nelle operazioni straordinarie introduce un elemento di equilibrio importante: strumenti pensati per favorire stabilità e visione di lungo periodo non possono tradursi in un vantaggio determinante in scelte che incidono in modo strutturale sui diritti degli azionisti, come delisting o trasferimenti all’estero».
Come risulta dalla Legge Capitali, è stata la maggioranza di governo a deliberare l’innalzamento del voto maggiorato e la limitazione dei diritti degli azionisti. Tuttavia, anziché ammettere l’errore e scusarsi con i risparmiatori, figure politiche di rilievo hanno enfatizzato la sterilizzazione del voto maggiorato, presentandola come una tutela per gli investitori, ma tralasciando l’effettivo vantaggio persistente per gli emittenti.
Se i politici pensano di poter condizionare le scelte d’investimento dei risparmiatori con comunicazioni fuorvianti come quelle citate, saranno sistematicamente smentiti dai fatti: il risparmio nazionale resterà fermo nei depositi bancari o sarà affidato a fondi stranieri. I nostri figli andranno a lavorare all’estero perché le nostre imprese non potranno crescere per mancanza di capitale di rischio, e le migliori saranno acquisite da fondi che raccolgono i nostri risparmi, rendendo il declino del nostro paese irreversibile.
È auspicabile l’intervento europeo, se intende selezionare i nostri migliori esperti in ambito finanziario per invertire la tendenza al declino in un paese in cui le vittime vengono accusate di scarsa cultura finanziaria per non iniettare liquidità in un sistema finanziario che si appropria del capitale al collocamento e poi restituisce solo una piccola parte, delistando titoli mediante fusioni con società non quotate o con iperdiluizioni attraverso continui aumenti di capitale, l’ultimo dei quali senza o con un’elevata limitazione dei diritti d’opzione.




