Gestione politica.
La candidatura di Federico Freni per la presidenza Consob era stata proposta il 20 gennaio 2026 da Giancarlo Giorgetti, Ministro dell’Economia e delle Finanze. Il mandato di Paolo Savona sarebbe scaduto l’8 marzo e quella proposta ci era parsa come una conferma della totale assenza di considerazione per i diritti degli investitori.
Il 29 gennaio avevamo pubblicato l’articolo – https://vocedegliazionisti.it/i-paradossi-insospettiscono-i-risparmiatori/ – in cui si dava evidenza ai paradossi che stavano allontanando il risparmio nazionale dal nostro mercato finanziario. Emergeva con chiarezza che la candidatura di Federico Freni alla Presidenza della Consob sarebbe stata un ulteriore paradosso.
Pochi giorni dopo la pubblicazione, il Consiglio Direttivo dell’Associazione Voce degli Azionisti ha validato la proposta d’inviare una segnalazione istituzionale al Consiglio dei Ministri, a cui spettava la competenza di scegliere il candidato. Il Presidente del Consiglio lo avrebbe poi proposto al Presidente della Repubblica per il conferimento dell’incarico.
Come già fatto in altre occasioni, la Segnalazione Istituzionale era stata inviata anche a tutti i Presidenti, Vicepresidenti e Segretari dei gruppi parlamentari, nell’auspicio che un problema come la tutela del risparmio, garantita dall’articolo 47 della nostra Costituzione, potesse essere preso in carico da uno o più schieramenti politici, in considerazione del fatto che tale tutela dovrebbe essere assicurata da qualsiasi ideologia politica che intenda presidiare lo sviluppo economico del paese e il benessere dei cittadini.
Sintesi della Segnalazione Istituzionale
A supporto delle motivazioni alla base della diffidenza dei risparmiatori si segnalano le osservazioni di un’analisi tecnica indipendente: lo studio del professor Massimo Belcredi, fondatore e Direttore di FIN-GOV dell’Università Cattolica. L’analisi si dimostra ancor più degna di segnalazione dopo la diffusione della notizia che il principale candidato alla Presidenza della Consob fosse Federico Freni. Infatti, consente di cogliere che, nel suo ruolo di sottosegretario al MEF, negli ultimi tre anni si è sistematicamente adoperato per:
1) promuovere la legge Capitali, nonché l’elevazione del voto multiplo da 2 a 10 volte, e a favore della facoltà per gli emittenti di cancellare le assemblee in presenza;
2) sostenere con determinazione le modifiche al TUF che ampliano i margini di libertà del socio di controllo e rafforzano l’autonomia statutaria, favorendo la costruzione di un diritto “su misura”.
Come già avvenuto a seguito delle precedenti riduzioni di diritti agli investitori, attuate dal 2011, i piccoli risparmiatori che subiranno danni da tali modifiche, orienteranno diversamente i propri investimenti, mentre quelli più preparati lo hanno già fatto, e lo farebbero con maggior determinazione se chi ha cancellato i diritti assumesse la Presidenza di Consob.
Il fatto che un politico impegnato da anni nella riduzione dei diritti degli investitori possa essere indicato come candidato alla Presidenza della Consob sarà percepito come l’espressione di una volontà politica volta a mettere il risparmio nazionale a disposizione degli emittenti più scaltri. La conseguenza di tutto ciò, come dimostrato dai dati ufficiali degli ultimi anni, sarebbe la prosecuzione del declino della nostra crescita economica rispetto alla media globale e la conferma di un progressivo indebolimento della competitività del Paese.
Conseguenze delle decisioni politiche.
L’economia di un Paese, per crescere ed essere competitiva, necessita di capitali di rischio. Quando le imprese sono costrette a finanziarsi con l’intermediazione bancaria, hanno costi maggiori e vincoli di rimborso che limitano la libertà d’azione di un imprenditore. Se si osservano alcuni numeri con attenzione, non è difficile cogliere quali siano le leve utili a sostenere lo sviluppo economico di un Paese.
Nel 2024 la capitalizzazione di Wall Street era pari al 270% del PIL USA, mentre quella delle borse europee era equivalente al 73% del PIL dell’UE. La differenza spiega perché l’economia statunitense abbia potuto presidiare lo sviluppo tecnologico con maggiore efficacia, mentre quella europea sia rimasta ancorata alle produzioni tradizionali, che necessitavano di minori investimenti nella ricerca.
Le conseguenze che ne sono derivate sono: i) la fuga dei cervelli verso contesti in cui potevano esprimere il proprio potenziale e ottenere una remunerazione più soddisfacente; ii) i risparmi, prendendo le distanze da un mercato finanziario che agevolava emittenti intenzionati ad appropriarsi del capitale investito, si sono trasferiti verso altri mercati; iii) il sistema finanziario in cui erano confluiti i nostri risparmi, li utilizza per acquistare le nostre imprese migliori, che sono sottovalutate a causa di un mercato incapace di valorizzarle per carenza di capitali.
Il finale.
La candidatura di Freni è stata sostenuta con forza per più settimane, poi parve essere tramontata, per tornare a essere sostenuta con determinazione e, dopo oltre due mesi dalla scadenza del mandato di Paolo Savona, il 13 maggio Il Sole 24 Ore titolava: – Federico Freni si chiama fuori dalla corsa per la presidenza -.
Sky TG24, il 13 maggio 2026, riportava la dichiarazione di Freni e il commento di Giorgetti alla sua decisione.
- Dichiarazioni di Freni estratte da un’intervista rilasciata a Repubblica: “Ho fatto prevalere il dovere istituzionale. Non voglio creare problemi al governo, alla Consob e al Paese. Non sono e non voglio essere un elemento di divisione“.
- Il commento di Giorgetti, rilasciato ai giornalisti a Montecitorio: “Sono contento perché resta a lavorare con me. È stata una decisione sua. Da persona di grande responsabilità ed elevato senso istituzionale, Federico Freni ha preso atto della situazione e ha scelto di sfilarsi dalla corsa per la presidenza della Consob. In questo modo, Freni dimostra di non voler creare problemi al governo, all’Autorità e al Paese“.
Le dichiarazioni e le lodi rilasciate a seguito della rinuncia alla candidatura fanno emergere due semplici domande.
Se il sottosegretario Freni era mosso da un forte senso istituzionale, perché mai ha preso la decisione dopo oltre quattro mesi dalla presentazione della sua candidatura e undici settimane dopo la decadenza del presidente in carica?
Se il ministro Giorgetti è così felice della rinuncia, che consente al sottosegretario di restare a disposizione del suo Ministero, perché mai lo aveva proposto per quella carica?
Il ruolo che dovrebbero svolgere i risparmiatori.
Lo scampato pericolo dovrebbe far riflettere i risparmiatori e indurli ad aggregarsi per aumentare la forza della propria voce. Dovrebbero farlo per fare capire alla politica che ci sono limiti invalicabili. Limiti oltre i quali il risparmio fugge ed è messo a disposizione di chi lo usa per ridurre la competitività del nostro paese. L’Associazione Voce degli Azionisti ( info@vocedegliazionisti.it ) è a disposizione di chiunque volesse ricevere informazioni.
Gli anni che hanno consentito la maggior diffusione del benessere nazionale, e che oggi ricordiamo con nostalgia, erano animati dallo spirito di un ritornello iconico, lanciato da un cantautore molto impegnato, che oggi troverebbe non pochi ostacoli a esprimere il proprio pensiero: Giorgio Gaber. Lo abbiamo trascritto nell’immagine con l’auspicio che torni a essere il manifesto culturale che indicava la via verso il cambiamento e induca chi ci legge a coinvolgersi e ad attivarsi per favorire un’aggregazione capace di riportare sulla via della crescita economica il sistema paese.




