Un aiuto per valutare i consulenti finanziari
Segnaliamo un manuale consultabile gratuitamente su Substack. Il link che consente di visionare gli scritti di Soldi Chiari è https://soldichiari.substack.com/ . Quello che consente di conoscere i contenuti del MANUALE DI AUTODIFESA FINANZIARIA è https://soldichiari.substack.com/p/manuale-di-autodifesa-finanziaria-4a8 .
Nell’introduzione, che è possibile ascoltare, si precisa – Questo manuale nasce da una constatazione scomoda: esiste un manuale interno che le reti di promotori finanziari usano per formare i propri venditori. Descrive con precisione chirurgica come identificare i bisogni del risparmiatore, amplificare le sue paure, neutralizzare le sue obiezioni, e guidarlo alla firma – poi spiega le ragioni per cui ha ritenuto di proporre il proprio – Questo manuale esiste per bilanciare il tavolo. Non è un’opera anti-banca, né un invito alla diffidenza cinica. La maggior parte dei promotori finanziari lavora con professionalità e in buona fede. Ma il risparmiatore medio entra in un appuntamento finanziario armato di emozioni, lacune cognitive e anni di messaggi pubblicitari, mentre dall’altra parte del tavolo siede qualcuno che si è allenato mesi per quel momento specifico.
Seguono indicazioni psicologiche utili a difendersi nei diversi stili di relazione che potrebbero instaurarsi tra consulente finanziario e risparmiatore. Si evidenziano i punti di vulnerabilità da tenere in considerazione per evitare decisioni sotto la spinta del senso d’inferiorità che certe strategie possono generare. Consigliamo approfondimenti a chi volesse farsi trovare pronto nel caso il consulente operasse nell’interesse della rete finanziaria anziché del risparmiatore.
I consulenti affidabili esistono: ecco la prova.
Tra gli esempi che possono evidenziare il disallineamento tra scopi degli intermediari e comportamenti dei consulenti, segnaliamo il caso della vendita di diamanti da investimento nelle banche. Quando scoppiò il caso, i media iniziarono a parlarne sporadicamente prima e con progressiva intensificazione poi. Le banche assunsero comportamenti non omogenei, a seguito dei quali la reazione più clamorosa fu quella degli impiegati di Banco BPM.
Le sigle sindacali Fisac Cgil, Fabi, First Cisl, Uilca Uil e Unisin avevano proclamato per lunedì 20 maggio 2019 uno sciopero delle maestranze di Banco BPM, dichiarando ufficialmente – la ferma volontà dei lavoratori di porsi al fianco dei clienti che chiedono il rimborso integrale dell’investimento in diamanti – affermando inoltre – che avevano operato con la clientela in piena buona fede, trasmettendo il contenuto della documentazione ricevuta dall’azienda – e precisato – è la prima volta che i lavoratori scioperano per difendere i propri clienti, perché solo così possiamo difendere il nostro futuro. Viviamo della fiducia della clientela –.
Dimostrato che molti consulenti operano in buona fede e hanno a cuore il rispetto del cliente, suggeriamo di rispondere al seguente quesito: chi avrà migliori prospettive di crescita professionale, il dipendente che ha venduto molti diamanti o quello che ha scioperato per tutelare gli investitori?
Consigli per capire a chi dare fiducia.
Per valutare l’affidabilità del consulente finanziario, al fine di scegliere tra il risparmio gestito o l’investimento retail, la conoscenza delle strategie commerciali aiuterà ad evitare possibili errori. Nel manuale di Soldi Chiari ci sono suggerimenti che aiutano a farlo: – La domanda che dovreste sempre porre e che molti consulenti non amano sentire è: “Qual è il costo totale di questo prodotto espresso in euro, non in percentuale, calcolato sul mio capitale? Se non sanno rispondere o rispondono in modo vago, quella è già una risposta -.
Dagli argomenti trattati nel manuale e in altri articoli è possibile estrarre altre informazioni che aiuteranno a selezionare un consulente affidabile, ad accrescere la conoscenza del sistema finanziario e a conferire maggiore sicurezza.
Rischi che dovrebbe considerare l’investitore retail.
Attenzione, però, a non dare per scontato che facendo da soli si risparmino i costi di gestione e, di conseguenza, si ottengano risultati più soddisfacenti. Per riuscirci bisogna maturare esperienza e considerare che, come nel gioco delle tre carte, la scelta vincente potrebbe essere quella opposta a quella che, dalle mosse del mazziere, apparirebbe scontata. Infatti, non di rado la volatilità non è generata dai fondamentali, ma da mosse speculative. Gli ampi scatti nella variazione di prezzo con volumi bassi potrebbero essere operazioni per tenere alto il prezzo mentre la speculazione vuole vendere o farlo scendere quando vuole acquistare.
I diritti degli investitori retail si stanno riducendo dal 2011. Ci sono strumenti finanziari capaci di agevolare l’esproprio dei piccoli azionisti: vendite allo scoperto (incrementano la volatilità e consentono di trarre profitto dalla discesa dei titoli), prestiti obbligazionari convertibili senza diritto d’opzione (POC) e iper-diluizioni (che consentono di espropriare i piccoli investitori). Tutti strumenti che possono generare movimenti occasionali che nulla hanno a che fare con i fondamentali.
Rischi sistemici che dovrebbero essere presidiati dalla Politica
I derivati possono generare crisi globali. Infatti, la crisi del 2008 è stata la conseguenza della trasformazione in derivati dei debiti ad alto rischio d’insolvenza (mutui subprime), contratti da chi non avrebbe potuto ottenere un normale finanziamento bancario. La crisi globale che ne è conseguita ha influito direttamente sulle economie di tutti i Paesi, generando la perdita di 30 milioni di posti di lavoro.
La deregolamentazione finanziaria introdotta negli Stati Uniti a partire dal 1980, ha generato i numeri esposti in un articolo pubblicato l’11 giugno 2011 da – Il Fatto Quotidiano – titolo – I derivati valgono 10 economie mondiali – sottotitolo – E la regolamentazione resta lontana – l’articolo è facilmente scaricabile digitando il titolo. Estraiamo un capoverso in cui si cita la fonte che ha calcolato i dati – 601 mila miliardi di dollari, 10 volte il Pil globale. A tanto ammonta il controvalore degli strumenti finanziari derivati scambiati nel Pianeta. A rivelarlo la Banca dei regolamenti internazionale nel suo bollettino trimestrale. Il segretario al Tesoro Usa Timothy Geithner invoca regole globali, un traguardo tuttora lontano-.
Ancora oggi la necessità d’intervenire sui derivati è confermata dal documento scaricabile con il link: https://lei-europa.eu/it/mifid-ii-e-emir-regolamentazioni-cruciali-che-plasmano-i-mercati-finanziari/ . Da cui estraiamo: – Il Regolamento Europeo sulle Infrastrutture di Mercato (EMIR) è un’altra importante legislazione volta a migliorare la stabilità e la trasparenza dei mercati dei derivati all’interno dell’UE. EMIR è stato introdotto in risposta alla crisi finanziaria del 2008, che ha esposto significativi rischi associati al trading di derivati over-the-counter (OTC). Introducendo obblighi di compensazione centralizzata e di reportistica, EMIR mira a mitigare il rischio di controparte, aumentare la trasparenza e migliorare la resilienza complessiva del mercato dei derivati -.
La buona volontà di evitare crisi sistemiche e dare trasparenza ai mercati finanziari della Commissione Europea emerge certamente dall’esame del documento citato. Anche in questo caso chiudiamo l’argomento con una domanda: ritenete possibile che strutture come BCE, Esma, Banca d’Italia e Consob possano esercitare un controllo efficace su transazioni finanziarie pari a 10 volte il PIL del globo?
Considerato che i fondamentali non sempre esprimono il valore corretto di un titolo, gli intermediari potrebbero essere in conflitto d’interesse, le istituzioni, anche quando intervengono, non riescono a contrastare la forza dirompente di una finanza orientata all’accaparramento speculativo anziché allo sviluppo economico e che tenere i risparmi in conto corrente fa perdere potere d’acquisto, dobbiamo rassegnarci all’inevitabile?
No! Se i risparmiatori fanno valere i loro punti di forza.
Sono loro che alimentano il sistema finanziario, in prima persona o attraverso intermediari.
Se si uniscono e fanno valere il proprio peso elettorale, possono generare il cambiamento e fare ricoprire incarichi a chi vuole opporre un contrasto permanente alla speculazione finanziaria per favorire la crescita economica e il benessere collettivo.
Possono pretendere l’introduzione di norme che diano evidenza ai movimenti speculativi e che li penalizzino anche fiscalmente.
Infatti, se i risparmiatori faranno valere il loro peso elettorale, potranno spingere la politica a trasferire parte della pressione fiscale oggi gravante sul lavoro e sulle attività produttive verso le attività speculative. Ne deriverebbe uno spostamento dei capitali dalla speculazione verso l’economia reale, con effetti positivi sulla crescita, sull’aumento dei redditi da attività produttive, sul rafforzamento dei consumi e sulla riduzione del debito pubblico.




